Si è conclusa ieri la quarta edizione del festival dell’arte Contemporanea Forms of collecting/Forme della committenza. Per il gran finale, il palcoscenico del Teatro Masini è stato calcato da grandi figure della scena dell’arte internazionale, come il curatore Hans Ulrich Obrist che ha intervistato l’artista Gianfranco Baruchello, e il maestro dell’arte concettuale Joseph Kosuth che si è raccontato a un pubblico attentissimo in una straordinaria conversazione con Angela Vettese.
Anche l’ultima giornata è stata ricca di appuntamenti importanti. Per le grandi collezioni museali presenti a Faenza, Carlos Basualdo ha intervistato Frances Morris, curatrice della collezione contemporanea della Tate di Londra. Dopo le più importanti fondazioni, il percorso del festival nelle forme della committenza ha messo ulteriormente a fuoco anche il punto di vista delle imprese, già protagoniste della giornata di sabato con il Premio Moroso, con una tavola rotonda moderata da Pier Luigi Sacco che ha coinvolto Carlo Bach, direttore artistico di illycaffè, Giovanni Bonotto, dell’omonima azienda e Marcello Smarrelli della Fondazione Ermanno Casoli e con la presentazione del Premio Marzotto, che offre 400.000 euro alla nuova imprenditorialità italiana.
Alla fine dei tre giorni, il risultato è stato quello di una grande partecipazione per i 60 appuntamenti in programma, per gli eventi collaterali, per la partecipazione dei 120 protagonisti internazionali, dei 300 volontari di Cyou, per la stampa e il pubblico presenti in città, negli spazi culturali, nei ristoranti e nei locali, animati fino a notte fonda.
Filo conduttore, il bisogno della nostra società di produrre, raccogliere, fruire l’arte, raccontato dai protagonisti, aiutati da grandi pensatori e studiosi del nostro tempo come Massimo Cacciari e Salvatore Settis che hanno riempito la Piazza della Molinella nell’apertura di venerdì e nella serata di sabato. Questa edizione del festival ha mostrato il lato umano della committenza, raccontando le passioni, i bisogni, i desideri che sostengono l’arte, mettendoli in relazione con temi attuali del dibattito civile, politico ed economico, toccando anche il ruolo delle istituzioni e dei privati.